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	<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 21:19:16 +0000</pubDate>
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		<title>IL LUTTO</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Jul 2010 21:28:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[QUESTIONI DI PSICOLOGIA..]]></category>

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		<description><![CDATA[Il lutto è un’ esperienza di privazione, di abbandono, di desolazione, che si riferisce di solito alle sensazioni sperimentate da una persona quando perde una persona a lei cara. Il lutto è certamente una esperienza estremamente stressante e distruttiva.
Questa esperienza è qualcosa di assolutamente normale, nel senso che accade prima o poi alla maggior parte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il lutto è un’ esperienza di privazione, di abbandono, di desolazione, che si riferisce di solito alle sensazioni sperimentate da una persona quando perde una persona a lei cara. Il lutto è certamente una esperienza estremamente stressante e distruttiva.<br />
Questa esperienza è qualcosa di assolutamente normale, nel senso che accade prima o poi alla maggior parte delle persone nel corso della vita. Ciò nonostante, il lutto può causare sintomi psicologici talvolta invalidanti (sconforto, apatia, depressione, rabbia…) mentre i taluni casi può precipitare o complicare qualsiasi difficoltà di adattamento alla vita di tutti i giorni come pure qualsiasi disturbo mentale, manifesto o subclinico.<br />
Lo stupore, lo stordimento, e lo sconforto sono tutte sensazioni normali. Come pure normali sono i sintomi di ansietà, il fatto di piangere, la rabbia. Potrebbe ancora rientrare nella norma il fatto di provare colpa, o il fatto di avere talora allucinazioni riguardanti la presenza del defunto.<br />
Bisogna che la persona colpita da lutto non si isoli ma cerchi piuttosto di esprimere le proprie emozioni con le persone che le stanno vicino. Nel giro di qualche mese, i sintomi fisici cominceranno a diminuire e l’umore migliorerà.<br />
La durata di tempo necessario perché questo avvenga è però difficile da stabilirsi a priori in quanto non è facile definire quando finisce il lutto. Una volta gli psichiatri ritenevano che questo dovesse durare da qualche mese ad un anno, ma oggi si ritiene che talvolta il lutto possa anche durare molto più a lungo.<br />
Oggi si ritiene infatti che molte persone possano uscire dal lutto in maniera diversa dal modo con cui ci si riprende per esempio da un incidente, o da una lunga malattia, raggiungendo un nuovo stato di equilibrio che può essere anche molto diverso da quello che l’individuo manifestava prima del lutto ma ciò nonostante  soddisfacente.</p>
<p>Cosa bisogna fare per riaversi da un lutto?<br />
Secondo Worden, uno dei massimi esperti mondiali di terapia del lutto, il lavoro sul lutto consiste in quattro fasi:<br />
_ accettare la realtà della perdita subita<br />
_ sperimentare e tollerare il dolore del lutto<br />
_ riadattarsi a vivere in un mondo dove non c’è più la persona morta<br />
_ ritirare e reinvestire le proprie emozioni su nuovi oggetti d’amore.<br />
Il lavoro del lutto inizia con l’accettare la realtà della perdita. Questo può significare di volta in volta l’essere presente all’atto della morte, o il vedere il corpo del proprio caro dopo l’avvenuta morte, o infine partecipare ai riti funerari.<br />
Il lavoro intrapsichico sul lutto é sgradevole e molte persone, in una fase o nell’altra di questo lavoro, possono essere tentate di evitare il dolore del lutto.<br />
Possono cioè cercare, per esempio, di sostituire la relazione perduta con un’altra, ad esempio cercando un nuovo partner oppure di avere immediatamente un altro figlio. E’ però molto più saggio, anche se all’inizio più doloroso, cercare di aspettare finché il lavoro sul lutto sia stato completato.<br />
Il fatto di riadattarsi a vivere in un mondo dove la persona morta non c’è più comporta il cambiare molti dei rituali della vita quotidiana al punto di assumere alcune delle funzioni che prima erano proprie della persona deceduta.<br />
Nelle prime fasi del lutto la persona che ha perso un caro è costantemente ossessionata dalla memoria della persona che ha perso. E’ come se la psiche dovesse rivalutare tutti gli aspetti della passata relazione onde rimetterli in una diversa prospettiva: accettando e dimenticando quanto vi era di brutto ed apprezzando quanto vi era di buono, prima di lasciare che questa possa affondare definitivamente nella memoria.<br />
Solo dopo che questo è accaduto l’energia emozionale che prima era legata nella relazione ormai perduta potrà essere libera. Libera di essere reinvestita in una nuova relazione, allorché la persona che è uscita dal lutto si rende conto che non vi è nulla di male nel fatto di ricominciare a vivere e ad amare.<br />
La rabbia e l’irritabilità che si spesso vedono nel lutto, possono essere la parte più difficile da sopportarsi per le persone vicine e colui che ha subito una perdita.<br />
La rabbia nel lutto può essere riconosciuta ed accettata, tollerata e condivisa con le persone più care ed in questo caso si dissipa gradualmente da sola.<br />
Ma la rabbia nel lutto può anche venire spostata dalla coscienza in vari modi su di sé (dando origine a sentimenti di autodenigrazione e colpa), sulla famiglia (dando origine a sentimenti di alienazione nel caso la famiglia non riesca a tollerarla o a comportamenti accusatori nel caso in cui colui che ha subito il lutto senta che nessuno si cura di lui), sugli altri (dando origine ad accuse di responsabilità o negligenza, con inizio talora di azioni legali), o infine, se la persona è cattolica, su Dio (con conseguente perdita della fede).<br />
La rabbia nel lutto può anche essere soppressa, dando origine a reazioni depressive ed a malattie psicosomatiche.<br />
La rabbia, è una fase normale del lutto, ma se ne diventa la parte principale può essere necessario rivolgersi ad un professionista (psicoterapeuta o psichiatra) per una opportuna terapia di supporto.<br />
La psicoterapia con utilizzo dell’EMDR può  essere efficace laddove l’elaborazione del lutto non riesce ad avvenire e il soggetto a distanza di tempo presenta una serie di disturbi che alterano pesantemente la qualità di vita.<br />
 </p>
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		<title>TRAUMA E TRAUMA NEI BAMBINI</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 12:24:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[QUESTIONI DI PSICOLOGIA..]]></category>

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		<description><![CDATA[ Di cosa abbiamo bisogno quando subiamo un’esperienza traumatica?
1. Avere una persona con cui parlare dei propri pensieri e sentimenti.
2. È importante considerare il fatto di aver bisogno di un aiuto di una persona di fiducia per superare il momento.
3. Cercare di mantenere la routine quotidiana, per esempio tornare al lavoro al più presto, anche se [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong> Di cosa abbiamo bisogno quando subiamo un’esperienza traumatica?</strong></p>
<p>1. Avere una persona con cui parlare dei propri pensieri e sentimenti.<br />
2. È importante considerare il fatto di aver bisogno di un aiuto di una persona di fiducia per superare il momento.<br />
3. Cercare di mantenere la routine quotidiana, per esempio tornare al lavoro al più presto, anche se la capacità  lavorativa sarà  ridotta perchè ci si stanca facilmente.<br />
4. Essere consapevoli che, anche se le reazioni e le emozioni sono forti, questo è normale.<br />
Darsi il tempo necessario per riguadagnare le proprie forze. <br />
 <br />
 Le reazioni durante e dopo l’incidente, che in realtà  proteggono da un crollo psicologico, sono:</p>
<p>a) <em>Senso di irrealtà</em>  - Si ha la sensazione di essere dentro a un film, le scene si svolgono come al rallentatore, i sensi sono acutizzati per fare una rapida valutazione dei pericoli presenti nella situazione, cercando delle vie d’uscita o altre soluzioni. Subito dopo l’esperienza traumatica, la realtà quotidiana attorno a noi può sembrare irreale o irrilevante, come se ci trovassimo sotto a una campana di vetro o in mezzo ad un incubo</p>
<p>b) <em>Reazioni fisiche</em>- Sono normali la tachicardia e il senso di nausea. In genere si sente caldo o freddo, oppure paura di stare da soli, bisogno di vicinanza, di un supporto e aiuto concreto  <br />
 <br />
 Alcune delle reazioni successive all’evento:</p>
<p>- <em><strong>Pensieri intrusivi</strong></em> - Arrivano involontariamente pensieri, ricordi e immagini di quello che è successo. Compaiono soprattutto in momenti di rilassamento, per es. prima di dormire e si accompagnano di un senso di disagio.<br />
- <em><strong>Problemi di sonno</strong></em> - In genere il sonno è leggero, ci si sveglia spesso, si hanno degli incubi o sogni ricorrenti dell’evento.<br />
- <strong><em>Associazione con altri stimoli</em></strong> - È comune che alcuni stimoli ambientali, persone o situazioni richiamino l’evento in modo involontario. Questo è dovuto al fatto che l’evento viene associato ad altri fattori che provocano un certo malessere o ansia. Ovviamente lo stimolo da solo, se non venisse associato all’evento traumatico, non generebbe alcun disagio.<br />
- <strong><em>Difficoltà  di concentrazione</em></strong> - Poca concentrazione in attività  quale la lettura, la visione di un film, ecc.<br />
- <em><strong>Reazioni fisiche</strong></em> - Problemi di stomaco, senso di nausea, stanchezza.<br />
- <em><strong>Disperazione</strong></em> - È difficile accettare i fatti attuali e non si riesce a pensare al futuro in modo adeguato.<br />
- <em><strong>Colpa </strong></em>- Si ha senso di colpa ad esempio per essere sopravvissuti quando un’altra persona è morta o ferita gravemente. C’è una tendenza a colpevolizzarsi per non avere fatto a sufficienza. È comune dirsi: “Se io solo avessi&#8230;&#8230;..”<br />
- <em><strong>Vulnerabilità</strong></em>  - Paura del futuro oppure impazienza e irritazione con gli altri, sopratutto con i familiari. - Indifferenza verso cose che prima dell’incidente erano molto importanti per la persona. Questo a volte crea incomprensione con gli altri da cui scaturiscono ulteriori difficoltà .<br />
- <em><strong>Il significato della vita</strong></em> - Le persone pensano ripetutamente a quello che è successo per cercare di capire l’evento. In alcuni casi i pensieri sulla causa dell’evento e sulla vicinanza della morte e la vita sono molto comuni. Il senso della propria invulnerabilità  scompare. Tutto è incerto, soprattutto se e quando può succedere nuovamente.</p>
<p>La durata di queste reazioni è diversa per ogni persona. Per alcuni la situazione si normalizza dopo poche settimane, per altri ci vuole più tempo. Se sono troppo intense e durano per molto tempo è necessario il supporto di uno psicoterapeuta specializzato nel trattamento dei disturbi post traumatici.<br />
 <br />
<strong> <br />
                                                   IL TRAUMA NEI BAMBINI</strong></p>
<p>L’EMDR vede la patologia come informazione immagazzinata in modo non funzionale, soprattutto quella legata alle esperienze nei primi anni di vita. Le esperienze negative e traumatiche subite in età  infantile sono in genere presenti in modo diffuso, vengono sottovalutate e diventano comunque una fonte primaria di disagio. Qualsiasi esperienza in cui il bambino sperimenta oppressione, paura o dolore, insieme ad una sensazione di impotenza, può essere considerato un trauma infantile. Questo è dovuto al fatto che i bambini sono molto impressionabili e il loro livello di esperienza non è tale da dare loro una visione equilibrata della vita e di loro stessi. Tendono a fidarsi molto degli adulti, soprattutto delle figure genitoriali che hanno una grande credibilità  ai loro occhi. Quindi, se l’adulto fa o dice qualcosa di negativo o di grave il bambino attribuisce la colpa a se stesso, non ai problemi dell’adulto.<br />
I bambini provano dolore nello stesso modo degli adulti quando vengono esposti a eventi gravi come la morte di un familiare o una malattia o  una violenza nei loro confronti. Quindi, i bambini sono soggetti a provare stati di ansia ed emozioni come rabbia, colpa,tristezza, mancanza e senso di impotenza.<br />
La capacità  dei bambini di provare questo tipo di dolore è in genere sottovalutata. Probabilmente questo è dovuto al fatto che si esprimono con modalità  diverse da quelle degli adulti. Inoltre, nella nostra cultura abbiamo la tendenza a proteggere i bambini dal dolore e dalla sofferenza.<br />
Indipendentemente dal fatto di essere stati coinvolti direttamente nell’evento, i bambini si rendono conto e sentono quando succede qualcosa di grave.<br />
Se si tace o si è vaghi riguardo all’evento, si lascia il bambino da solo con i suoi pensieri, con la sua immaginazione, con domande senza risposta e con tutta l’incertezza che questo crea. Se non viene data alcuna informazione lasciamo il bambino alle sue fantasie, che in genere sono peggio della realtà . Le fantasie negative possono provocare un senso di ansia e di terrore che lasciano segni permanenti che si manifestano in seguito come vulnerabilità  fisica o psichica.</p>
<p><em><strong>Come esprimono le loro emozioni</strong></em></p>
<p>Le reazioni sono diverse, a seconda della loro età  evolutiva e dell’importanza emotiva dell’evento, della violenza o della perdita. I bambini in genere hanno difficoltà  a verbalizzare le loro emozioni. Le emozioni in genere vengono espresse attraverso irrequietezza, agitazione, scoppi di rabbia, paura del buio, problemi di sonno, incubi e paura dell’abbandono. Possono anche riferire sintomi fisici come mal di testa o di stomaco. Quando i bambini scoppiano a piangere o diventano molto tristi apparentemente senza motivo, allora può voler dire che stanno lottando con il dolore e che hanno bisogno di aiuto.</p>
<p><em><strong>Aiutare i bambini</strong></em></p>
<p>Dare messaggi chiari, trasmettere al bambino le informazioni in modo aperto e sincero, soprattutto di quello che è successo, di quello che sta succedendo e di quello che succederà . Le spiegazioni devono tenere conto ovviamente dell’età  del bambino.<br />
I genitori sono le persone più indicate per informare e preparare il bambino; se questo non è possibile allora deve farlo una persona che il bambino conosce bene, di cui si fida.<br />
Deve esserci il tempo e la tranquillità  necessaria per parlare. L’adulto deve ascoltare le domande del bambino e rispondere con sincerità , accettare e rispettare le emozioni del bambino.<br />
I bambini reagiscono in modo diverso, alcuni piangono o protestano oppure negano la realtà, altri dimostrano apatia e si comportano come se non avessero sentito quello che gli è stato appena spiegato ma devono avere la possibilità  di poter riprendere l&#8217;argomento con le loro domande e di ricevere risposte sincere. Se non ci sono risposte, allora bisogna dirlo al bambino. I bambini questo lo capiscono. È importante ricorrere a volte al supporto di uno psicoterapeuta, soprattutto se le persone con cui vive il bambino non sono in grado di aiutarlo. L’intervento terapeutico è in genere di breve o media durata ed è importante non solo per risolvere il problema emotivo post-traumatico ma anche come prevenzione di difficoltà  future.</p>
<p>dal sito emdritalia</p>
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		<title>EMDR</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 12:16:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[QUESTIONI DI PSICOLOGIA..]]></category>

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		<description><![CDATA[ DESENSIBILIZZAZIONE E RIELABORAZIONE ATTRAVERSO I MOVIMENTI OCULARI
Negli ultimi anni ci sono stati più studi e ricerche scientifiche sull’EMDR che su qualsiasi altro metodo usato per il trattamento del trauma e dei ricordi traumatici. I risultati di questi lavori hanno portato questo metodo terapeutico ad aprire una nuova dimensione nella psicoterapia. L’efficacia dell‘EMDR è stata dimostrata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> DESENSIBILIZZAZIONE E RIELABORAZIONE ATTRAVERSO I MOVIMENTI OCULARI</p>
<p>Negli ultimi anni ci sono stati più studi e ricerche scientifiche sull’EMDR che su qualsiasi altro metodo usato per il trattamento del trauma e dei ricordi traumatici. I risultati di questi lavori hanno portato questo metodo terapeutico ad aprire una nuova dimensione nella psicoterapia. L’efficacia dell‘EMDR è stata dimostrata in tutti i tipi di trauma, sia per il Disturbo Post Traumatico da Stress che per i traumi di minore entità . Nel 1995 il Dipartimento di Psicologia Clinica dell’American Psychological Association ha condotto una ricerca per definire il grado di efficacia di questo metodo terapeutico e le conclusioni sono state che l’EMDR è non solo efficace nel trattamento del Disturbo da Stress Post Traumatico ma che ha addirittura l’indice di efficacia più alto per questa categoria diagnostica.<br />
L’EMDR è un approccio complesso ma ben strutturato che può essere integrato nei programmi terapeutici aumentandone l’efficacia. Considera tutti gli aspetti di una esperienza stressante o traumatica, sia quelli cognitivi ed emotivi che quelli comportamentali e neurofisiologici. Questa metodologia utilizza i movimenti oculari o altre forme di stimolazione alternata destro/sinistra, per ristabilire l’equilibrio eccitatorio/inibitorio, provocando così una migliore comunicazione tra gli emisferi cerebrali. Si basa su un processo neurofisiologico naturale, legato all’elaborazione accelerata dell’informazione.   L’EMDR vede la patologia come informazione immagazzinata in modo non funzionale e si basa sull’ipotesi che c’è una componente fisiologica in ogni disturbo o disagio psicologico.  Quando avviene un evento ”traumatico” viene disturbato l’equilibrio eccitatorio/inibitorio  necessario per l’elaborazione dell’informazione.  Si può affermare che questo provochi il ”congelamento” dell’informazione nella sua forma ansiogena originale, nello stesso modo in cui è stato vissuto. Questa informazione ”congelata” e racchiusa nelle reti neurali non può essere elaborata e quindi continua a provocare patologie come il disturbo da stress post traumatico (PTSD) e altri disturbi psicologici.<br />
 I movimenti oculari saccadici e ritmici usati con l’immagine traumatica, con le convinzioni negative ad essa legate e con il disagio emotivo facilitano la rielaborazione dell’informazione fino alla risoluzione dei condizionamenti emotivi. Nella risoluzione adattiva l’esperienza è usata in modo costruttivo dalla persona ed è integrata in uno schema cognitivo ed emotivo positivo.<br />
Le ricerche condotte su vittime di violenze sessuali, di incidenti, di catastrofi naturali, ecc. indicano che il metodo permette una desensibilizzazione rapida nei confronti dei ricordi traumatici e una ristrutturazione cognitiva che porta a una riduzione significativa dei sintomi del paziente (stress emotivo, pensieri invadenti, ansia, flashbacks, incubi). Infatti, questa nuova forma di psicoterapia è stata rivolta inizialmente al trattamento del Disturbo Post Traumatico da Stress, ma attualmente è un metodo ampiamente utilizzato per il trattamento di varie patologie e disturbi psicologici.<br />
L’EMDR è usato fondamentalmente per accedere, neutralizzare e portare a una risoluzione adattiva i ricordi di esperienze traumatiche che stanno alla base di disturbi psicologici attuali del paziente. Queste esperienze traumatiche possono consistere in:<br />
Piccoli/grandi traumi subiti nell’età  dello sviluppo<br />
Eventi stressanti  nell’ambito delle esperienze comuni (lutto, malattia cronica, perdite finanziarie, conflitti coniugali, cambiamenti)<br />
Eventi stressanti al di fuori dell’esperienza umana consueta quali disastri naturali (terremoti, inondazioni) o disastri provocati dall’uomo (incidenti gravi, torture, violenza) </p>
<p>tratto dal sito emdritalia</p>
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		<title>GUARIRE di David Servan-Screiber</title>
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		<pubDate>Thu, 14 May 2009 11:33:34 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[UN LIBRO PER AMICO]]></category>

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		<description><![CDATA[Guarire dall&#8217;ansia, dalle malattie, dal mal di vivere: e&#8217; possibile e senza ricorrere ne&#8217; alla lunghissima psicanalisi  ne&#8217; agli psicofarmaci . Questo è quanto scrive l&#8217;autore pur consigliando percorsi psicoterapici di natura diversa come la terapia cognitivo comportamentale. La nuova bibbia in Francia, il paese europeo con il più alto tasso di vendita di psicofarmaci, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Guarire dall&#8217;ansia, dalle malattie, dal mal di vivere: e&#8217; possibile e senza ricorrere ne&#8217; alla lunghissima psicanalisi  ne&#8217; agli psicofarmaci . Questo è quanto scrive l&#8217;autore pur consigliando percorsi psicoterapici di natura diversa come la terapia cognitivo comportamentale. La nuova bibbia in Francia, il paese europeo con il più alto tasso di vendita di psicofarmaci,  e&#8217; &#8216;Guarire&#8217;, il libro nel quale David Servan-Schreiber rivela i sette pilastri per riconquistare la salute dell&#8217;anima e del corpo.</p>
<p>David Servan-Schreiber è molto noto negli Stati Uniti, dove con i suoi metodi originali e naturali, che definisce &#8221;medicina integrale&#8221;, ha stupito pazienti e cattedratici all&#8217;ospedale di Pittsburgh, dove dirigeva il reparto psichiatrico. Agli americani depressi o ansiosi, consigliava di mettersi in casa un bel cagnolino, o un gatto, magari anche un uccello. Per uscire da se&#8217;, scaricare l&#8217;affetto e far resuscitare l&#8217;atrofizzato mondo delle emozioni, cosi&#8217; sottovalutato dalla scienza cartesiana.<br />
Basta un animale domestico per guarire? Non e&#8217; cosi&#8217; semplice. Il nuovo credo e&#8217; tutto in &#8216;Guerir&#8217;, volume che Servan-Schreiber ha scritto al suo ritorno in patria - ad appena 40 anni - e ha gia&#8217; venduto in 4 mesi ben 140.000 copie.</p>
<p>Stretto fra Cartesio e Freud, il francese non lascia troppo spazio alla fantasia nella cura dei propri acciacchi fisici e interiori. I sette pilastri di Servan-Schreiber vanno dall&#8217;imparare a svegliarsi al mattino al profondo respiro che regola i battiti del cuore, da precise scelte dietetiche all&#8221;&#8217;integrazione neuro-emotiva attraverso i movimenti oculari&#8221;. Tutto con ampia documentazione delle esperienze fatte in prima persona dal medico francese in terra americana curando corpi e anime.<br />
Il principio base e&#8217; che il corpo, lasciato in secondo piano da Freud, ha le sue ragioni e reclama diritti e un posto d&#8217;eccezione. A molte discipline un po&#8217; naif, esuberanti, creative e New Age made in California, Servan-Schreiber ha posto il suo marchio scientifico: sono provate e dimostrate, ne&#8217; piu&#8217; ne&#8217; meno come i farmaci di cui ci fidiamo ciecamente. La dieta? Se vuoi vincere la depressione devi affidarti agli omega-3, gli acidi grassi presenti nel pesce e nelle verdure. Le emozioni? Impara a viverle tutte, non sopprimerle ma coltivale e inseguile, cerca l&#8217;emotivita&#8217; &#8216;&#8217;sociale&#8221;, la capacita&#8217; di prendere decisioni, la simpatia. Ma se arrivano non disdegnare neppure imbarazzo o senso di colpa.<br />
Ipnosi, yoga e altre discipline ormai ben note vengono rivisitate con coerenza scientifica implacabile. Una, in particolare, sembra poter regalare sollievo a stuoli di persone che vivono il loro dramma in solitudine: le vittime di stupri o violenze, di attentati, di catastrofi naturali, quelli che non ce la fanno nemmeno a raccontare perche&#8217; vivono un dolore troppo forte. Tutti loro possono essere aiutati dall&#8217;EMDR, una tecnica di rieducazione dei movimenti oculari involontari. Perche&#8217;, e&#8217; ormai certo, il trauma si annida come una cisti nelle pieghe del cervello riportando la vittima all&#8217;atrocita&#8217; del momento trascorso. Rieducando il movimento della pupilla, si stimola il paziente ancorandolo alle sensazioni presenti e sciogliendolo per sempre, in poche sedute, dall&#8217;incantesimo del dramma vissuto.</p>
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		<title>Cappottini ai cani? Se abituati a vivere in casa&#8230;.</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Dec 2008 20:33:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[MONDO ANIMALE]]></category>

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		<description><![CDATA[TRENTINO
13 DICEMBRE 2008
 
TRENTO. Girare per città e non incontrarli è praticamente impossibile. Non si tratta di Babbi Natale ma di cani “vestiti” con cappottini, o addirittura scarpette e cappellino quasi fossero dei bambini. Ci sono abiti di tutte le fogge, i modelli e i colori, anche se i prezzi non sono per tutte le tasche. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>TRENTINO<br />
13 DICEMBRE 2008<br />
 </p>
<p>TRENTO. Girare per città e non incontrarli è praticamente impossibile. Non si tratta di Babbi Natale ma di cani “vestiti” con cappottini, o addirittura scarpette e cappellino quasi fossero dei bambini. Ci sono abiti di tutte le fogge, i modelli e i colori, anche se i prezzi non sono per tutte le tasche. Ma serve davvero ai cani una “copertura” in più? Lo abbiamo chiesto al presidente dell’Ordine dei Medici Veterinari di Trento, Alberto Aloisi. «La termoregolazione dei cani è diversa da quella umana. Il cappottino può essere utile per quei cani che vivono in casa e rischiano sbalzi di temperatura. Il pelo in sé è un ottimo isolante ma quando manca il sottopelo il rischio di malattie da raffreddamento è molto alto. E’ il caso di certe razze sia di piccola - pincher e terrier - che di grande taglia, col pelo raso. I cuccioli e animali anziani sono più sensibili. Per loro e per esemplari con problemi al sistema immunitario e problemi cardiaci il cappottino potrebbe aiutare ad evitare tossi pericolose. Il cappottino isola senza incidere sulla termoregolazione, ma proteggendo. In questo periodo potrebbe essere utile anche un cappottino impermeabile, anche se una volta a casa è bene comunque asciugare il cane». Via libera al cappottino? «Se non ci sono eccessi alla Paris Hilton, io non li demonizzerei. Vedrei il cappottino come un’attenzione in più, in alcuni casi apprezzabile, per la salute del cane. Non ho mai visto patologie da cappottino». Con questo tempo è meglio ridurre le uscite? «No. L’esigenza è di uscire 4-5 volte al giorno».</p>
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		<item>
		<title>TRASPORTO DI UN ANIMALE DOMESTICO DA COMPAGNIA</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Dec 2008 12:44:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[MONDO ANIMALE]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal sito delle Ferrovie:
Regolamento
E’ ammesso, salvo particolari eccezioni, il trasporto gratuito di cani di piccola taglia, gatti ed altri piccoli animali domestici da compagnia, nella prima e nella seconda classe di tutte le categorie di treni, custoditi nell’apposito contenitore di dimensioni non superiori a 70&#215;30x50 e tale da escludere lesioni o danni sia ai viaggiatori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dal sito delle Ferrovie:</p>
<p><strong>Regolamento</strong></p>
<p>E’ ammesso, salvo particolari eccezioni, il trasporto gratuito di cani di piccola taglia, gatti ed altri piccoli animali domestici da compagnia, nella prima e nella seconda classe di tutte le categorie di treni, custoditi nell’apposito contenitore di dimensioni non superiori a 70&#215;30x50 e tale da escludere lesioni o danni sia ai viaggiatori che alle vetture. Sono esclusi i treni effettuati con materiale ETR 450.<br />
A bordo delle carrozze a cuccette, vetture comfort, vagoni letto, vetture Excelsior ed Excelsior E4 il compartimento deve essere acquistato per intero.</p>
<p>E’ ammesso il trasporto di cani di qualsiasi taglia alle seguenti condizioni:</p>
<p>Treni Intercity, Intercity Plus, Intercity notte ed Espressi</p>
<p>E’ ammesso il trasporto del cane di qualsiasi taglia, provvisto di museruola e guinzaglio, in ragione di uno per viaggiatore, nell’ultimo compartimento (ovvero negli ultimi sei posti delle carrozze a salone) dell’ultima carrozza di seconda classe, dietro pagamento di un biglietto di seconda classe alla tariffa prevista per il treno utilizzato ridotta del 50% .<br />
Il trasporto è ammesso, previa riservazione al momento dell’acquisto del biglietto dell’accompagnatore. Il biglietto per animali è valido solo se utilizzato congiuntamente a quello emesso per l’accompagnatore e per il treno ed il giorno prenotato.<br />
Il posto di fronte al viaggiatore con il cane non può essere oggetto di prenotazione e in nessun caso comunque può essere occupato dal cane.</p>
<p>Carrozze a cuccette, vetture comfort, vagoni letto, vetture Excelsior ed Excelsior E4</p>
<p>E’ ammesso il trasporto di un cane di qualsiasi taglia, previo pagamento di un biglietto alla tariffa ordinaria n. 1/Espressi ridotta del 50%. In ogni caso il compartimento deve essere acquistato per intero. Fuori dal compartimento i cani devono essere tenuti al guinzaglio ed essere muniti di museruola.</p>
<p>Treni Regionali</p>
<p>Sui treni Regionali il trasporto di un cane di qualsiasi taglia è ammesso, provvisto di museruola e guinzaglio, salvo diversa disposizione regionale, sulla piattaforma o vestibolo dell’ultima carrozza, con la sola esclusione dell’orario dalle 7 alle 9 del mattino dei giorni feriali dal lunedì al venerdì, previo pagamento di un biglietto di seconda classe alla tariffa prevista per il percorso effettuato ridotta del 50%.</p>
<p>E’ ammesso il trasporto a titolo gratuito del cane guida delle persone non vedenti, anche se accompagnate, su tutte le categorie di treni, compresi quelli effettuati con materiale ETR 450.<br />
Sono sempre esclusi dal trasporto i cani appartenenti a razze ritenute pericolose, secondo specifico elenco del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali.<br />
In nessun caso gli animali ammessi nelle carrozze possono occupare posti destinati ai viaggiatori e qualora rechino disturbo agli altri viaggiatori, l’accompagnatore dell’animale, su indicazione del personale del treno, è tenuto ad occupare altro posto eventualmente disponibile o a scendere dal treno.<br />
Per il trasporto dei cani, con eccezione del cane guida per non vedenti, è necessario il certificato di iscrizione all’anagrafe canina, che deve essere esibito ad ogni richiesta del personale.<br />
 Il proprietario ovvero l’accompagnatore dell’animale ha l’obbligo di provvedere alla sorveglianza ed è responsabile di tutti i danni eventualmente recati dall’animale stesso.<br />
In ogni caso, il biglietto relativo al trasporto dell’animale è cambiabile secondo l’ art. 8 delle presenti C.T. ed è rimborsabile solo se presentato congiuntamente a quello emesso per il viaggiatore. L’importo non rimborsabile (pari o inferiore a 8,00 euro, dopo l’applicazione della trattenuta) deve essere calcolato sull’importo complessivo. </p>
<p>Irregolarità nel trasporto degli animali</p>
<p>Nel caso in cui il proprietario risulti sprovvisto del biglietto previsto per l’animale viene regolarizzato mediante il pagamento dell’importo dovuto maggiorato della soprattassa di 200,00 euro. Se il pagamento è effettuato entro il 15° giorno dalla data della notifica l’importo è ridotto a 100,00 euro. Se il viaggiatore si presta al pagamento immediato delle somme dovute al personale del treno, la soprattassa è ridotta a 50,00 euro.<br />
Nel caso in cui gli animali non siano ammessi al trasporto, ivi compreso il caso della mancanza del certificato di iscrizione all’anagrafe canina di cui al precedente punto 2, il proprietario viene regolarizzato mediante il pagamento della penalità di 200,00 euro ed è tenuto comunque a scendere, unitamente all’animale, alla prima stazione in cui il treno effettua fermata. Se il pagamento è effettuato entro il 15° giorno dalla data della notifica l’importo è ridotto a 100,00 euro. Se il viaggiatore si presta al pagamento immediato delle somme dovute al personale del treno, la soprattassa è ridotta a 50,00 euro.<br />
Per ogni contenitore eccedente le dimensioni ammesse in franchigia è dovuto il pagamento, salvo diversa disposizione tariffaria, della penalità di 8,00 euro ed il proprietario è tenuto comunque a scendere alla prima stazione in cui il treno effettua fermata.<br />
Se l’irregolarità riguarda sia il biglietto del viaggiatore che il rispetto delle condizioni di trasporto dell’animale oppure nel caso di utilizzazione di più treni di categoria diversa, le soprattasse o le penalità dovute si applicano una sola volta.</p>
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		<pubDate>Wed, 26 Nov 2008 13:29:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[TISCALI ANIMALI
24 NOVEMBRE 2008
 
In Austria arriva il cane da ufficio, ma col patentino
 
In Austria i cani potranno seguire i propri padroni proprio dappertutto, pure in ufficio. Non prima, però, di avere superato un esame e conseguito un patentino ad hoc. L&#8217;amministrazione viennese ha organizzato corsi speciali che insegnano a cane e padrone il &#8220;giusto comportamento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>TISCALI ANIMALI<br />
24 NOVEMBRE 2008<br />
 <br />
In Austria arriva il cane da ufficio, ma col patentino<br />
 <br />
In Austria i cani potranno seguire i propri padroni proprio dappertutto, pure in ufficio. Non prima, però, di avere superato un esame e conseguito un patentino ad hoc. L&#8217;amministrazione viennese ha organizzato corsi speciali che insegnano a cane e padrone il &#8220;giusto comportamento da ufficio&#8221; in modo che la convivenza fra impiegati e animali sia la migliore possibile.<br />
Dipendenti più efficienti se vicino c&#8217;è un 4 zampe - Studi internazionali dimostrano già che la presenza dei cani rende più armoniche le relazioni di lavoro incentivando la produttività e la serenità generale dell&#8217;ufficio. &#8220;All&#8217;interno delle aziende più grandi, dove sono ammessi i cani, è stato riscontrato un minore tasso di ammalati tra i dipendenti, e c&#8217;è molto meno mobbing&#8221;, ha spiegato all&#8217;emittente ORF Wien l&#8217;ideatrice dell&#8217;iniziativa Gabi Glaser dell&#8217;associazione &#8220;Special Animals&#8221;.<br />
Un sedativo tutto pelo - Tra una carezza e l&#8217;altra Fido riduce lo stress, le situazioni di conflitto tra le persone facendo aumentare la soddisfazione ed il dialogo. &#8220;In una scuola, per esempio, il cane è in grado di tranquillizzare il bambino arrabbiato o agitato, semplicemente mettendosi davanti a lui e facendosi accarezzare&#8221;, spiega Glaser. Non a caso da tempo si impiegano gli animali nella pet-therapy anche in alcuni ospedali e nei centri per anziani. Da qui l&#8217;idea di preparalo anche per l&#8217;ufficio.<br />
Il test per il cane - A partire dal sesto mese di età i cani possono essere addestrati alla vita da ufficio. Il quadrupede impara così a controllare le sue fobie davanti a stimoli come, per esempio, forti rumori o impulsi ottici. Un test comportamentale certifica poi se il quattrozampe è pronto per stare sul luogo di lavoro; se rimane tranquillo e mansueto, meglio se accucciato sotto la scrivania, anche in situazioni di stress e senza dare problemi.<br />
L&#8217;esame per il padrone - Tramite una prova scritta e altre pratiche, il proprietario dovrà dimostrare di saper riconoscere le principali esigenze del cane, il suo comportamento e sapere quali leggi sono in vigore sulla sua condotta. La prova pratica attesterà il feeling proprietario/cane ma anche quali siano i segnali che il cane lancia al padrone in determinate situazioni. Uno speciale certificato garantisce infine l&#8217;idoneità del cane a frequentare l&#8217;ufficio col suo padrone.<br />
Patentino - Vienna si conferma così sempre più una città a misura di cane: due anni fa è stato introdotto il &#8220;Wiener Hundeführschein&#8221;, ovvero una patente per condurre i cani. L&#8217;esame, facoltativo, per i padroni e i loro amici a quattro zampe prevede prove scritte e pratiche. Tra l&#8217;altro viene testato anche il buonsenso del padrone in specifiche situazioni, come per esempio evitare di prendere un tram troppo affollato con il quadrupede e aspettare il successivo. &#8220;Rendere meno conflittuale la convivenza tra uomo e cane in città&#8221;, è la ragione che ha originato ogni iniziativa.</p>
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		<pubDate>Mon, 13 Oct 2008 19:07:46 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[LINK UTILI]]></category>

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		<description><![CDATA[www.gliamicidisari.org
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		<title>LA SINDROME DA RIENTRO</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Sep 2008 19:58:11 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[QUESTIONI DI PSICOLOGIA..]]></category>

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		<description><![CDATA[I nostri bambini sono tornati sui banchi di scuola e tanti problemi che durante l’estate parevano essere svaniti nel nulla si ripresentano puntuali.
Nervosismo, affaticamento, calo dell’attenzione, distrazione, stanchezza, malumore,  disturbi del sonno e dell’alimentazione, tachicardia, problemi gastro intestinali, raffreddore, mal di gola, tosse, dolori muscolari, somatizzazioni quali mal di testa e mal di pancia, sonnolenza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I nostri bambini sono tornati sui banchi di scuola e tanti problemi che durante l’estate parevano essere svaniti nel nulla si ripresentano puntuali.<br />
Nervosismo, affaticamento, calo dell’attenzione, distrazione, stanchezza, malumore,  disturbi del sonno e dell’alimentazione, tachicardia, problemi gastro intestinali, raffreddore, mal di gola, tosse, dolori muscolari, somatizzazioni quali mal di testa e mal di pancia, sonnolenza , apatia o al contrario iperattività e  irrequietezza sono sintomi che manifestano adulti e bambini impreparati a gestire lo stress dato dal cambiamento.</p>
<p>Per tutti i bambini infatti la fine delle vacanze rappresenta un grosso cambiamento per quello che riguarda il tempo che possono dedicare al gioco e al riposo, agli incontri piacevoli e alle attività in famiglia. Anche i genitori riprendono il lavoro con i ritmi di sempre e l’attenzione che possono dedicare ai loro figli purtroppo diminuisce.<br />
Questi cambiamenti  creano  dei piccoli disequilibri sia livello psicologico che a livello fisico e l’intera famiglia è coinvolta in questo momento di “crisi”. Prepararsi al cambiamento vuol dire  infatti per genitori e figli  riuscire a creare un collegamento non drastico tra il periodo delle vacanze e la ripresa delle attività, conservando i momenti di divertimento e aggregazione, cercando di orientarsi verso le attività con la sensazione di poter gestire e padroneggiare le situazioni, non quindi come fossero imposte o particolarmente ardue.</p>
<p>Spetta ai  genitori quindi la gestione di questo momento delicato, proponendo  il rientro a  scuola come un momento di gioia e scoperta, di incontro,  mantenendo però anche la possibilità di far incontri nelle ore doposcuola, dedicando del tempo ai propri figli e aspettando una ripresa a pieno ritmo dell’attività scolastica prima di  sommergere i bambini con i tantissimi  impegni da subito, come gli sport e altre attività.</p>
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		<title>Siamo certificate</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Jun 2008 19:19:35 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.silviaolivotto.it/wp-content/uploads/2008/06/diapo4.jpg" title="Olivia fa i salti di gioia per avere passato l’esame"><img src="http://www.silviaolivotto.it/wp-content/uploads/2008/06/diapo4.thumbnail.jpg" alt="Olivia fa i salti di gioia per avere passato l’esame" /></a><a href="http://www.silviaolivotto.it/wp-content/uploads/2008/06/diapo4.jpg" title="Olivia fa i salti di gioia per avere passato l’esame"></a>Il giorno  8 giugno, dopo un severissimo esame, siamo state cerificate dalla commissione S.I.U.A. Silvia è diventata referee pet operator in zooantropologia applicata e Olivia ha ottenuto la certificazione</p>
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