IL RAPPORTO TRA CANE E BAMBINO E IL PERICOLO DI AGGRESSIONI

Sono frequenti le notizie di aggressioni da parte di cani definiti “di razza pericolosa” nei confronti di bambini. Generalmente questi cani “pericolosi” sono quelli di famiglia, quindi cani conosciuti e cresciuti assieme ai cuccioli di casa.Per capire e prevenire questo tipo di tragedia è importante non dimenticare mai la natura predatoria dei nostri amici a quattro zampe (anche il più mite barboncino ha dentro di se un piccolo lupo!). Questo non vuol dire che il cane è predisposto all’aggressione ma che il bambino piccolo (generalmente sotto i tre anni), date le sue dimensioni, i movimenti particolari e i suoni che emette, può essere visto come una preda. Il cane che identifica il piccolo umano come una preda non abbaia e non ringhia ma punta la sua vittima per poi tenderle un agguato. Il bambino può reagire urlando, divincolandosi oppure fuggendo dando così conferma al cane della sua natura di preda. E’ importante quindi insegnare ai bambini(anche a quelli più grandi) che la miglior reazione è la calma: usare quindi un tono di voce pacato e magari chiamare il cane per nome, evitare di agitare gli arti, restare immobili. Il cane entra quindi in conflitto (non sa più chi si trova davanti, se una preda o un membro del suo gruppo…cioè un umano) e si blocca. Se il bambino non è un membro della famiglia è sempre meglio evitare che abbia dei contatti con dei cani senza un controllo da parte degli adulti.Resta comunque buona norma non lasciare mai i bambini fino ai  5- 6 anni da soli con il cane, anche se è il mite e mansueto cucciolone di famiglia.  

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