Natale, che depressione!

Quanto rosso e oro c’è intorno a noi, colori cadi, avvolgenti,  e che dire delle  le luci appese ovunque che  scaldano le fredde serate di dicembre rallegrando le nostre strade come un luna park? E poi i regali da fare, quelli per gli amici, per i bambini, per la persona amata, gli auguri, i sorrisi, l’albero e le decorazioni….allora perché tanta gente si sente triste, nervosa, estranea al clima di allegria e solidarietà che l’imminente Natale dovrebbe accendere?
I periodi di vacanza possono causare  variazioni dell’umore tali da arrivare, in taluni casi, alla depressione vera e propria. Con la conclusione delle feste, laddove non esiste una patologia depressiva vera e propria, l’umore dovrebbe tornare quello di sempre ma spesso resta una punta di amarezza per il perduto clima di pace che si respirava negli anni passati della propria vita.

Quali sono i sintomi della depressione da Natale?

- Emicrania
- Disturbi del sonno
- Disturbi dell’alimentazione
- Senso di colpa
- Disturbi della concentrazione
- Agitazione, ansia
- Perdita o calo dell’interesse verso attività generalmente gratificanti (hobby, divertimenti, sesso, lavoro, cibo, amici, relazioni affettive in genere…)
Ci sono dei fattori che possono contribuire ad aumentare questo tipo di disturbo:

• Aumento degli impegni e dello stress (scadenze, obblighi sociali…)
• Affaticamento causato dall’organizzazione generale delle feste (cene, regali, …)
• Difficoltà nell’ambito familiare, maggior contatto con i familiari
• Lutti
• Sbilanciamenti nella dieta, intolleranze
• Aspettative deluse (ogni fine anno porta con se un rendiconto di quanto fatto e quanto desiderato…)
• Poca luce solare
• Cambiamenti nella routine
• Pressione sociale che impedisce l’espressione di emozioni ritenute poco consone alle feste

Tali fattori possono essere controllati con un ritorno, nel proprio animo, al reale senso del Natale, con l’accettazione critica di quelli che sono gli obiettivi mancati e la riproposta dei medesimi per l’anno che verrà, laddove possibile ovviamente, attraverso la rivalutazione dei rapporti sociali ritenuti veramente importanti e l’assenza di sensi di colpa per gli obblighi sociali non espletati. Insomma, un maggior rispetto per le proprie esigenze e le proprie routine di vita e una sana riflessione che funga da molla per iniziare con molti propositi e una vera autocritica, sempre costruttiva, l’anno nuovo.

Qualche consiglio?

Cercare di imporre un ritmo, una organizzazione anche ai giorni di festa, fare liste, mettere priorità, stabilire budget economici da rispettare; ridurre le aspettative  e soprattutto permettersi di sentirsi in pace con il proprio stato d’animo( a Natale non è obbligatorio sentirsi felici e in pace col mondo, a Capodanno anche se non si ha voglia di festeggiare nulla non sentirsi in colpa per questo e cercare la compagnia e la situazione adeguata al proprio stato d’animo…). Evitare di riproporsi per l’anno nuovo mete troppo impegnative e regalarsi l’idea di qualcosa di piacevole da effettuare subito, al termine delle feste.
Aumentare ( e non diminuire come spesso accade) l’attività fisica, in modo particolare quella all’aria aperta e nelle ore di luce.
Mantenere una certa regolarità negli orari di sonno e alimentazione, non abusare di cibi che possono causare intolleranza e pesantezza, non abusare di alcool.
Vivere il più possibile il momento presente senza tanti voli verso l’ignoto del futuro (possono aumentare l’ansia) e senza troppi pensieri al passato (che aumentano la malinconia) e a quello che nella propria vita manca.

Con un augurio da parte mia per tanta, tantissima serenità

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