Umberto Galimberti “L’ospite inquietante. Il nichilismo e i giovani” Feltrinelli

Un libro che parla dei giovani ma che fa riflettere anche gli adulti sul “male di vivere” attuale.  Galimberti non risparmia nessuno, genitori, insegnanti…psicologi, e punta il dito contro l’incapacità attuale a leggere il cuore dei giovani e cogliere il senso di vuoto, il nichilismo, che vi alberga. L’origine di questo disagio non è però da attribuire al singolo ma è “culturale” in quanto è la nostra cultura ad affievolire le emozioni, a restringere gli orizzonti, a spegnere le utopie, a confondere e spegnere  i pensieri e le passioni.
Un libro che consiglio a tutti gli adulti, genitori e no, perché è facile puntare il dito contro questi ragazzi che spesso si spingono a gesti estremi di cui ci accorgiamo solo quando sono rivolti contro di noi. Gli stessi giovani che però lasciamo nel silenzio quando non proviamo a cogliere la comunicazione implicita anche nel più insensato dei gesti, che si nascondono dalla loro incapacità comunicativa  liberando le  emozioni attraverso serate forsennate in discoteca con alcool e droghe che aiutano a sentire almeno  un corpo che poco dopo potrebbe finire chiuso in lamiere di alta velocità.
I ragazzi stanno male, tutti, perché fanno fatica a proiettarsi nel futuro, perché la scuola ha fallito nel suo compito educativo, perché gli adulti stanno male o sono distratti, perché non riescono più a farsi coraggio con il proprio passato per regalarsi utopie come mete da raggiungere, perché non ricevono più un’educazione al cuore da un mondo di adulti analfabeti affettivi.
Scrive: “ oggi i giovani sono più soli e più depressi, più rabbiosi e ribelli, più nervosi e impulsivi, più aggressivi e quindi impreparati alla vita, perché privi di quegli strumenti emotivi indispensabili per dare avvio a quei comportamenti quali l’autoconsapevolezza, l’autocontrollo, l’empatia, senza i quali saranno si capaci di parlare, ma non di ascoltare, di risolvere i conflitti, di  cooperare.”
Il libro aiuta a riposare uno sguardo attento sui nostri giovani che spesso vengono visti ma non guardati. Aiuta a cogliere il nichilismo che alberga nel loro animo, e nel nostro, con la differenza che noi possiamo farci forza pensando al nostro passato colmo di vita e di esperienza loro no. E senza passato anche il futuro può non avere senso. Nulla può avere senso, neppure il suicido o il sasso lanciato dal cavalcavia.
La via di uscita da questo nichilismo c’è, basta solo aiutare i ragazzi a diventare consapevoli della loro unicità, delle loro capacità, della loro emotività. Un giovane curioso e consapevole di se trova la via d’uscita dal nulla, trova le vie dove realizzare i sogni che, solo se sognati, possono diventare la realtà di una vita vissuta con significato.

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