Ti diranno molte cose su come siamo fatte noi donne. Alcune ti aiuteranno a capirci, altre serviranno soltanto a confonderti le idee.
La prima cosa che vorrei insegnarti è che non esiste “la donna”.
Esistono le donne.
Una diversa dall’altra e, molto spesso, ciascuna diversa persino da se stessa nel corso della vita.
Ci saranno momenti in cui la donna che ami ti sembrerà semplice da capire e altri in cui avrai l’impressione di essere salito su una montagna russa senza aver comprato il biglietto. Ci saranno salite, discese, curve improvvise. A volte viaggerete perfettamente insieme, altre volte uno dei due dovrà rallentare per aspettare l’altro.
Ma una cosa vorrei che tu imparassi molto presto: amare non significa valutare, giudicare o soppesare la persona che hai accanto.
Non significa cercare indizi nel modo in cui parla, in come si comporta o nel vestito che ha scelto di indossare.
Amare significa conoscere, ascoltare, accogliere. E continuare a scoprire l’altro senza pretendere di rinchiuderlo dentro un’idea di come dovrebbe essere.
Una gonna corta non racconta la sua intimità. Una scollatura non racconta la sua fedeltà. Un rossetto acceso non racconta quanti uomini abbia amato, desiderato o avuto. Così come una gonna lunga, un viso senza trucco e un abbigliamento castigato non sono certificati di virtù.
L’abito racconta, forse, come quella donna ha deciso di presentarsi al mondo quel giorno. Niente di più.
Non cercare la sua fedeltà nei centimetri della gonna. Cercala nella qualità del vostro rapporto.
E soprattutto impara a riconoscere un’altra cosa, molto più difficile da vedere: la solitudine emotiva.
Perché puoi dormire accanto a una persona tutte le notti e lasciarla terribilmente sola.
Allora ogni tanto stacca gli occhi dal cellulare. Spegni la televisione. Guardala quando ti parla. Accorgiti se è triste anche quando ti dice che non è niente. Ringraziala per una cena preparata di corsa, anche se quella sera non è venuta benissimo. Falle una carezza senza che debba esserci necessariamente un seguito. Portale un caffè. Mandale una frase stupida nel mezzo della giornata. Falle sapere, nei mille piccoli modi possibili, che nel tuo mondo lei non è diventata arredamento.
Non dare mai per scontata la persona che hai accanto.
E quando farete l’amore, ricordati che l’intimità non comincia quando vi spogliate. Comincia molto prima. In uno sguardo, in una risata, in una mano appoggiata sulla schiena passando per la cucina, nel sentirsi desiderata senza sentirsi pretesa. Un corpo non è qualcosa che ti viene concesso per diritto: è un luogo nel quale vieni invitato.
Non cercare di “tenerti” una donna. Se dovrai trattenerla, probabilmente qualcosa sarà già andato perduto. Fa’ piuttosto in modo che, ogni giorno, entrambi possiate continuare a scegliervi.
E quando sbaglierai — perché sbaglierai — impara a chiedere scusa senza aggiungere subito un “però”. E quando sbaglierà lei, ricordati che amare qualcuno non significa vincere tutte le discussioni.
Non scegliere una donna perché pensi che possa essere una brava moglie.
Scegli una persona con cui ti piace ridere. Una che ti incuriosisce ancora dopo anni. Una che rispetti anche quando non la capisci. Una davanti alla quale puoi essere fragile. E lascia che lei possa fare altrettanto con te.
E poi avrei qualcosa da dire anche a te, figlia mia.
Molto meno, in realtà.
Sii te stessa. Sempre e ovunque.
Vestiti come vuoi. Truccati se ti piace. Non truccarti se non ti piace. Metti la gonna corta, quella lunga, i pantaloni, il rossetto acceso o niente di tutto questo.
Nessuno potrà misurare il tuo valore attraverso la quantità di pelle che decidi di mostrare.
E se un uomo penserà di sapere chi sei guardando la lunghezza della tua gonna, non perdere troppo tempo a convincerlo del contrario.
Ti avrà già raccontato molto più di sé di quanto quella gonna potrà mai raccontare di te.
